Sino a pochi mesi fa nessuno di noi, ad eccezione di Vincenzo che ci ha vissuto per circa 15 anni,
era stato in Malawi e, probabilmente, non sapeva neanche che questa nazione esistesse.

Si va lì, dopo le preliminari vaccinazioni e profilassi, perchè sostenuti da forti motivazioni, affrontando i disagi di un lungo volo aereo e di altrettanti lunghi trasferimenti con macchine non particolarmente confortevoli su strade spesso sterrate
Le fatiche del viaggio si sono dissolte nel conoscere padre Thomas Msusa,
vescovo della diocesi di Zomba, persona semplice e concreta, ricca di umanità, che ci ha ospitato durante il nostro soggiorno. Il giorno successivo all’arrivo abbiamo partecipato alla messa domenicale. Padre Thomas conferiva la cresima a 225 bambini; la chiesa era stracolma di gente che è entrata in chiesa danzando e, con altrettanta allegria, ha accompagnato la funzione religiosa con canti ed intonazioni varie.
Ci siamo fatti l’idea che la messa, per loro, costituisce un momento aggregante di gioiosa partecipazione alla liturgia e nello stesso tempo consente, alla fine della celebrazione, di enunciare pubblicamente il consuntivo delle attività
parrocchiali alla luce delle esigue possibilità economiche.
Alla fine della messa padre Thomas ci ha chiamati sull’altare e, nel presentarci a questa gente, ha detto loro il motivo per cui ci trovavamo in Malawi. La chiesa è stata pervasa da un forte brusio di riconoscenza che mi ha determinato una intensa emozione. Nei giorni successivi abbiamo girato tanto per visitare diversi piccoli ospedali periferici, dove il personale sanitario, costituito esclusivamente da infermieri e suore, nella pochezza dei mezzi che ha a disposizione, lavora con ordine ai limiti delle proprie possibilità. In questi ospedaletti periferici confluisce una moltitudine di pazienti, prevalentemente gestanti, ammalati di AIDS e di malaria.
Presso l’ospedale di Pirimiti abbiamo fatto conoscenza con Suor Annamaria, sacramentina di Roma, specialista in Ginecologia, l’unico medico incontrato in queste piccole strutture sanitarie, che vive in Africa da 25 anni e che ha dedicato la propria vita all’assistenza dei malati e dei bisognosi.
Dopo avere visitato queste piccole strutture sanitarie abbiamo dedicato una mattinata alla visita dell’ospedale di Zomba, la seconda città del Malawi, dove abbiamo verificato con grande sorpresa la pressocchè totale assenza di personale medico specializzato; la visita ai reparti è stata rapida ma sufficiente a lasciarci dentro una grande amarezza. Sostanzialmente, il maggior presidio ospedaliero della regione non ha servizi dissimili nè tantomeno di qualità più elevata rispetto a quanto abbiamo riscontrato nei piccoli centri ambulatoriali dei villaggi periferici visitati in precedenza.
Il transito sotto i nostri occhi di una barella con un bambino appena deceduto ha esaurito il nostro spirito di sopportazione e concluso la breve visita ospedaliera. La costante di tutte queste visite era la presenza di numerosi bambini, che si materializzavano uscendo dalle numerose capanne presenti nei campi e ai bordi delle strade, che ci seguivano nei nostri spostamenti a piedi, e ricchi di una assoluta povertà gioivano per un niente, ci scrutavano con i loro sguardi allegri e fieri, e con grande dignità ci accompagnavano senza chiederci nulla.
Abbiamo anche preso parte alla cerimonia conclusiva dell’anno scolastico in una scuola secondaria femminile e, anche in questo caso, siamo stati colpiti dal clima festoso e allegro che coinvolgeva tutti i presenti. Mezza giornata è stata dedicata alla visita del parco di Liwonde, ove abbiamo potuto ammirare diverse specie animali nel loro habitat naturale.

Più volte abbiamo discusso con padre Thomas sulle finalità del nostro viaggio e con lui abbiamo concordato la scelta del sito ove sorgeranno le strutture che verranno intitolate a Clara. La diocesi ci ha assegnato un ampio terreno localizzato nel distretto di Magomero e ci auguriamo che ove adesso c’è un terreno incolto a breve potranno essere costruite delle strutture che daranno accoglienza, istruzione ed assistenza sanitaria a tanti piccoli bambini. Dopo questo breve ma intenso viaggio siamo rientrati in Italia e ora in Malawi è rimasta la fotografia di Clara che dall’alto ci sprona a portare avanti questo progetto.
NOTIZIE DALLA FONDAZIONE
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Concerto in beneficenza organizzato dalla Fondazione...
30/11/2010
Grazie al sostegno della fondazione, Charity Malinda....
PEDIATRI PER IL MALAWI
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ESPERIENZE